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Una rievocazione storica è tale solo se ci si attiene ai fatti,
alle fonti.
Nel Corteo storico di san Nicola, non c’è nulla
da inventare.
Tutto è scritto e documentato e con dovizia
di particolari.
Inoltre la ricostruzione deve
necessariamente attenersi a ciò che accadde quel giorno.
Solo così potremo dare un senso alla storia e formare
la cultura di un popolo che affonda le radici nella storia
d’Europa e non nella fantasia soggettiva.
Le fonti in questione:
Niceforo, Giovanni Arcidiacono e il Compilatore franco, sono coeve
all’accadimento che qui si racconta. L’anonimo russo scrive
da testimonianze dirette, ma ci sono pervenute trascrizioni fatte in
epoche successive.
Credo che un regista debba limitarsi a coglierne
il tempo storico per trasportarlo nell’oggi usando la memoria come
strumento catalizzante.
Il 7 maggio, i baresi e tutti i pugliesi, rivivono ciò che i loro antenati
vissero nel 1087.
L’8 maggio rappresenta l’oggi, la storia che vive ancora.
Il 9 maggio, festa della Traslazione , diventa così...
il sempre.